Siciliando in sport:  i giovani e lo sport – II° parte

Giunti agli anni ’90 il concetto della preparazione fisica inizia un processo di mutazione fino ad arrivare ad un’idea molto prossima a quella odierna e cioè del culto del fisico oltre che di accettazione sociale viste le crescenti pressioni esercitate dal nuovo palcoscenico socio-economico sul modo di vivere dei giovani.
Dalle rare palestre in città e men che meno nei paesi si passa, in breve tempo, all’apertura pressoché esponenziale a numerosissime palestre sempre più performanti, sempre più somiglianti a veri e propri centri estetici per il benessere psico-fisico.

Parallelamente, nei centri urbani si sviluppano sempre più numerosi circoli, associazioni e società sportive, scuole ed accademie inerenti gli sport più popolari (il calcio, il volley,  il basket, l’atletica leggera, il tennis, il fitness, la ginnastica artistica, il nuoto, la pallanuoto, il ciclismo) fino a quelli più di nicchia (scherma, lotta, pallamano,  pattinaggio, ping-pong, equitazione, golf e quant’altro) o fino alla popolarissima new
entry dei nostri giorni: il gettonatissimo “Padel” o “Paddle” che, proveniente dalla Spagna, solo da qualche anno ha sottratto tempo e interesse, in Italia, perfino ad uno  sport enormemente popolare come il Calcetto (o Calcio a 5).

Questa rubrica trova fondamento proprio nella necessità, oltre che nella voglia odierna dei giovani, di far sport ma anche nel cambiamento culturale ancora in atto utile ad aver indirizzato anche noi genitori verso la consapevolezza che un figlio vicino allo sport fin da bambino sarà quasi certamente un figlio più forte nel fisico e nella mente, un ragazzo  più consapevole dei propri mezzi fisici, un giovane maggiormente pronto e aperto nei  rapporti sociali e nei rapporti di amicizia, un elemento maggiormente disponibile alla disciplina, alla consapevolezza che gli obiettivi nella vita, come nello sport, possono essere raggiunti solo dopo i giusti sacrifici e la opportuna volontà di raggiungerli.

Lo sportivo è, generalmente, un giovane che si conosce meglio, che si stima, che si concede la possibilità di sbagliare e poi di riprovare, che ha imparato ben presto che nella vita quotidiana, come nello sport, potrà trovarsi ad aver a che fare con gente di ogni estrazione, levatura morale, carattere, preferenze e storia ma che in qualsiasi caso dovrà porsi con chiunque tra costoro in maniera aperta e costruttiva.
Ma, andando un passo avanti: quali sono gli sport più gettonati e come si propongono di agire sui nostri figli o forse anche su noi stessi in relazione ad essi?
Ci vedremo settimanalmente per sviscerare insieme questo meraviglioso mondo.

Ivan Trigona

A TU X TU CON……..Mario Mirabile

Vicepresidente e co-fondatore dell’associazione South Working – Lavorare dal Sud. Una chance per migliorare lavoro e qualità della vita al e dal Sud. E non solo

Trasferirsi all’estero per realizzare un progetto di lavoro. Spostarsi in un’altra città per trovare opportunità che siano il naturale sviluppo di attitudini, professionalità, esperienza.

Ci siamo abituati. Lo sappiamo.  Al Sud in tanti hanno fatto e continuano a fare la valigia per accedere a un contesto lavorativo moderno e internazionale.

Oppure no.

Potrebbe esserci un’altra via.

Una via delineatasi per necessità con l’arrivo del Covid-19, che ci ha obbligato a scegliere una soluzione altra. Lavoro agile, smart working, chiamatelo come vi pare, in Sicilia e al Sud in generale South Working, please.

Un’evoluzione del concetto di smart working in un progetto a lungo termine con grandi potenzialità per il futuro.

L’idea è di un gruppo di palermitani – ma non solo – tra cui Elena Militello, ricercatrice presso l’Università di Messina, e Mario Mirabile, consulente nell’ambito delle trasformazioni urbane in chiave ESG per clienti all’estero e in Italia, e di tanti altri come loro, giovani cittadini del mondo.

Sono ormai 53 i volontari che attivamente collaborano con l’associazione South Working – Lavorare dal Sud, con il supporto della Fondazione Con il Sud e della rete Global Shapers – Palermo Hub, per promuovere il lavoro agile dal Sud e – ove possibile – dalle aree interne italiane, ma “più in generale da dove si desidera“, dato che il “Sud è relativo, siamo tutti il Sud di qualcun altro”.

Dottor Mirabile, South Working tra le sue azioni mira anche a un’indagine specifica del mondo del lavoro agile e ad aspetti ad esso correlati, grazie all’Osservatorio del South Working di cui è responsabile. Lo fa con un dialogo costante con i lavoratori, le aziende, le Istituzioni. L’Osservatorio studia il territorio ed evidenzia nuove prospettive. Ad oggi, ritiene che l’Italia sia pronta per una rivoluzione del genere?

  • Stiamo studiando parecchio per rispondere a tutte le domande che ci poniamo. Sicuramente l’Italia non era pronta ad affrontare tutto ciò che sta accadendo, ma non possiamo fare altro che guardare avanti. In fondo, abbiamo superato quella retorica dell’utopia del lavoro dal Sud proprio a partire dal primo lockdown. La tecnologia, la pandemia, la necessità e la convenienza economica del lavoro agile in forma ibrida permettono di avviare questo cambiamento per un futuro del lavoro migliore. Bisognerà cambiare cultura aziendale a prescindere e avere un approccio concreto che guardi alla realtà sociale, culturale ed economica.

Il lavoro da remoto consente di vivere il proprio tempo in maniera più flessibile, ridurre le spese, scegliere il luogo dove lavorare. Luogo che spesso coincide con la terra d’origine e gli affetti più cari ma che può essere scelto anche in base ad un proprio stile di vita. Che il lavoro da remoto migliori la qualità della vita del lavoratore e che in tanti lo applicherebbero, è innegabile. Ma perché le aziende dovrebbero supportarlo?

  • C’è anche chi sceglie di trasferirsi in un luogo al Sud diverso dal luogo di origine, ma riguarda un numero ristretto di persone privilegiate. Per quanto riguarda le aziende, i vantaggi sono evidenti: riduzione dei costi delle sedi fisiche; maggiori risultati in termini di produttività del dipendente; (per alcune) riduzione dei costi accessori del lavoro; maggiore flessibilità della gestione degli orari di lavoro; oltre che la possibilità dell’azienda di ridurre gli oneri per gli immobili strumentali.

Sono tante le aziende remote-friendly che, riducendo le postazioni, rimodulano e ripensano gli spazi liberi, affittandoli ad altre realtà di servizi.

E da un punto di vista lavorativo?

  • L’analisi effettuata sino a questo momento indica un aumento della produttività che si attesta intorno al 10-15%. Le aziende lo sanno e da anni mirano a soluzioni più elastiche e dinamiche. Fastweb ha detto addio al cartellino ad inizio febbraio, Microsoft Italia lo aveva già fatto nel 2011, Siemens Italia nel 2018. Si pensa a benefit e coupon per chi sceglie lo smart working da utilizzare in assenza di servizi aziendali. Per non parlare della Pubblica Amministrazione che, se ben organizzata, potrebbe godere di grandi benefici dal lavoro agile.

Mi faccia capire meglio. Di che si tratta?

  •  La pandemia ha creato delle narrazioni diverse dalla realtà, falsificando il modello del lavoro agile che fa riferimento alla Legge 81/2017. Abbiamo operato secondo un modello di telelavoro emergenziale, che è tutt’altra cosa. Il nostro compito è quello di lavorare per stimolare una visione più ampia, seguendo i dettami della Costituzione all’art. 119 e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, artt. 174-178. Per una maggiore coesione economica, sociale e territoriale sarà fondamentale valutare l’impatto della presenza dei lavoratori sui territori, ma anche la loro produttività. Si rendono, secondo me, indispensabili gli spazi di lavoro condivisi (coworking e altri anche non tradizionali), capaci di fornire servizi e potenziare – o quanto meno facilitare – il proprio lavoro all’interno di una comunità di riferimento, fungendo da vera e propria infrastruttura sociale e permettendo la nascita di nuove imprese sui territori. L’accesso ai servizi degli spazi di coworking potrebbe anche essere coperto dall’azienda per cui si lavora. Sarà ulteriormente fondamentale considerare questi luoghi “presidi di comunità”, come mi piace chiamarli. Questi sono spazi di coworking, biblioteche, community hub, spazi pubblici di condivisione e socialità, che possano essere intesi come dei veri e propri luoghi di partecipazione dal basso, collaborazione, innovazione e dialogo intergenerazionale per le comunità locali (nuove e preesistenti).
    Attraverso la mappatura partecipata tutti possono contribuire a rendere più forti le comunità che il COVID-19 ha indebolito. Me ne sto occupando, insieme ad altri specialisti provenienti da diversi campi, nell’ambito del progetto “Geocoding communities” di cui sono responsabile.

La Pubblica Amministrazione, a tal riguardo, potrebbe giocare un ruolo chiave per la disponibilità di spazi dismessi o sottoutilizzati su tutto il territorio e in modo capillare che potrebbero essere utilizzare da privati o soprattutto da impiegati della PA che si muovono nel perimetro nazionale, lavorando da dove desiderano.

È un progetto ad ampio raggio. I protagonisti chiamati a partecipare sono davvero tanti.

  • Non potrebbe essere altrimenti. Il nostro lavoro di indagine sul territorio ci impone interlocutori diversi, tutti protagonisti assoluti.  Associazioni, singoli lavoratori, istituzioni. Ed è per questo che ci muoviamo su piani diversi, tutti essenziali. Spesso si pensa che il progetto portato avanti da South Working preveda uno spostamento fisico del South Worker da nord verso sud. È così nella maggior parte dei casi ma non è detto: un lavoratore può ad esempio preferire il piccolo centro alla grande città nel medesimo spazio geografico. In entrambi i casi è necessario che il territorio supporti il lavoratore nella sua scelta, mettendo a disposizione dei servizi.

Ad oggi è possibile una scelta di questo tipo in Italia? Penso ai piccoli centri a cui accennava, all’assenza di infrastrutture. Persino ad un fenomeno di digital divide, per nulla anacronistico. Abbiamo tutti (o quasi) uno smartphone e una connessione internet, ma non basta se pensiamo a cosa realmente è necessario per garantire efficienza e velocità nel mondo del lavoro. Prendiamo ad esempio la DAD: la didattica a distanza ha posto l’attenzione sulle criticità per un pubblico in fondo giovane di alunni, genitori e insegnanti spalmato su tutto il territorio nazionale.

  • Le istanze che portiamo avanti con l’idea di South Working richiedono dei prerequisiti di base (connessione minimo 20 Mbps, soluzioni di mobilità che permettano di raggiungere i poli strategici entro due ore dalla località in questione e attivare “presidi di comunità”, come descritti in precedenza, anche con la collaborazione delle realtà associative e imprenditoriali locali. Per capire dove questi elementi sono garantiti allo stato attuale, all’interno dell’Osservatorio del South Working, stiamo conducendo un lavoro di mappatura del territorio italiano, in collaborazione con il Dipartimento MEMOTEF dell’Università La Sapienza, con il quale abbiamo firmato una convenzione recentemente.

Facciamo un passo indietro. Parlava di un incremento della produttività lavorativa che può raggiungere il 10-15%. Dati alla mano, funziona allo stesso modo per i dipendenti pubblici o serve solo a facilitare la vita ai «furbetti del cartellino»?

  • Quello che mi sento di suggerire è che il modello di organizzazione del lavoro dello smart working, o lavoro agile, potrebbe funzionare in maniera efficace anche per la Pubblica Amministrazione. Pure in questo caso, l’emergenza ha evidenziato carenze e priorità che dipendono in parte dalla forma emergenziale adottata, viste soprattutto le difficoltà di recarsi in spazi di lavoro condiviso a causa dell’emergenza. Sarà necessario affrontare un processo di digitalizzazione rapido, sicuro, sostenibile ed esteso a tutta la PA. Sembra che anche il governo nazionale voglia lavorare in questa direzione, vedremo. Noi ci saremo per sostenere tale processo, per un futuro del lavoro migliore per tutti, da dove si desidera.

Si ringrazia il dott. Mirabile e tutto il team South Working – Lavorare dal Sud per l’alta professionalità e l’estrema disponibilità.

Benedetta Manganaro

Ecco il primo articolo di “siciliando in sport” di Ivan Trigona: I giovani e lo sport



Il rapporto tra i giovani e lo sport rappresenta quanto di più interessante si possa
concepire in chi non sia solitamente vicino a questo binomio, per ciò che concerne lo
sviluppo fisico, mentale e sociale dei ragazzi stessi, argomento che ci sta
particolarmente a cuore visto che siamo spesso immersi nelle nostre dimensioni di
genitori, allenatori o docenti.
E’ forse un concetto fin troppo scontato che lo sport, sia esso di squadra o individuale,
contribuisca in modo netto e deciso alla formazione e/o alla definizione caratteriale
prima, fisica e sociale poi, di ogni bambino o ragazzino che sia, ma in che modo?
Analizziamo:

In origine le attività sportive venivano considerate solo un mezzo utile a
fortificare i ragazzi e, di conseguenza, a renderli più idonei alle attività legate alla
sussistenza: la caccia, il lavoro nei campi, la ricerca del cibo e delle migliori
condizioni di vita;



Nel tempo lo sport venne ritenuto fondamentale come vera e propria
preparazione fisica dei soldati (anche molto giovani) prossimi ad andare in
guerra, più o meno come un vero e proprio ritiro pre-campionato dei nostri
giorni. Non a caso, nientedimeno che dall’antica Roma deriva il noto detto “Mens
sana in corpore sano”, legato a doppio filo proprio all’importanza attribuita già da
allora alle attività sportive;

Ulteriore sviluppo fu l’attività sportiva con finalità ludiche e di preparazione a
spettacoli danzanti o delle arti dei “mimi”, ad esempio, fino d arrivare ad
un’epoca più prossima ai nostri giorni, laddove lo sport iniziò ad esser
considerato una vera e propria risorsa cui poter far ricorso per irrobustire i
giovani con particolari carenze fisiche;


Oggi la pratica sportiva nasconde molto spesso oltre alle normali aspettative di
benessere fisico anche velleità estetiche, quindi, relative ad un periodo storico
denso di notevoli cambiamenti sociali un po’ per tutta la popolazione,
quantomeno occidentale.
L’appuntamento con la seconda puntata di “SPORT…IVAN…MENTE” è a mercoledì
prossimo con un ulteriore approfondimento orientato un po’ di più sui nostri giorni.
A presto…
Ivan Trigona

Borgo Strafalé, Palermo. La Sicilia che ci piace

A casa Siciliando ci piace accogliere chi racconta e ama la Sicilia almeno quanto noi. Ci piace condividere le storie di chi promuove il bello e si prodiga perché, come un virus buono, cresca e si diffonda.

Come la storia di Lavinia Sposito, Valentina Margiotta, Eleonora Reina e Giusi Passamonte, artigiane e artiste siciliane che hanno aperto bottega in via IV Aprile a Palermo, nello storico quartiere Kalsa, iniettando nuova energia con i colori e i materiali della tradizione siciliana: ceramiche, abiti e accessori con un valore aggiunto, quello dell’artigianalità e dell’handmade.

Un’energia che si percepisce forte lungo tutta la via che si è rapidamente trasformata in luogo di incontro, d’arte e di cultura, regalandole un nome nuovo, Borgo Strafalé.

Lì dove un tempo vivevano le<strafalarie>, le figure femminili a loro ispirate dell’artista Antonio Fester Nuccio, morbide ed ammiccanti, danno identità al Borgo rievocandone la storia; allegre cassate in ceramica nascondono golosa frutta martorana che arriva dal chiostro di Santa Caterina d’Alessandria; Teste di Moro e Pigne ben auguranti si alternano a preziose riproduzioni di maioliche settecentesche di scuola siciliana e amalfitana.

Su alcune fanno capolino i fiori e le forme del Liberty di Basile a Palermo, eleganti e sinuosi come gli abiti che svolazzano alla brezza che arriva da Piazza Marina ad un capo di via IV Aprile.

All’altro c’è la Gancia, poco distante Palazzo Abatellis e via Alloro, la Sicilia dei grandi palazzi e dei musei che a Borgo Strafalè si declina nella creatività e manualità di artisti che lo rendono un luogo unico, autentico.

E dato che qui, un tempo, si produceva e vendeva lo zucchero, di dolcezza e di Sicilia si continua a narrare nella cioccolateria Lorenzo, dirimpettaia alle botteghe.

Con una fetta di torta, Palermo è ancora più bella.

Le foto sono di
Guido Sorano.

Perle di Sicilia. Il calendario 2021 firmato Siciliando

Non potevano che essere immagini della nostra Sicilia, <perle> della nostra terra che Siciliando ha scelto per accompagnarvi nel 2021. 

Perle che Siciliando dedica al mondo del teatro, fucina d’arte e di bellezza. Con i protagonisti del mondo del teatro presenti sul territorio avremmo voluto presentare e raccontare l’edizione 2021 ma le attuali condizioni di prudenza ci hanno costretto a rinviare l’evento. Lo faremo virtualmente: ogni immagine, ogni angolo di Sicilia che abbiamo scelto per il 2021, sarà legata a uno dei teatri con cui collaboriamo e che da sempre fa cultura in Sicilia.

Il calendario Siciliando edizione 2021 ha un costo di 10 euro a titolo di contributo e a supporto del gruppo e potrà essere prenotato scrivendo a SiciliandoStyle@gmail.com. Presenti altresì due punti dove trovarlo a Palermo: presso la libreria Spazio Cultura di Nicola Macaione, in via Marchese di Villabianca n.102  o presso Edicolè, in via dei Nebrodi 24.

I tour di Siciliando. Stagione 2020/2021 – Visita con fantasma. Il Liberty di Villa Pottino

domenica 11 ottobre 2020 ore 10,00

Siciliando inaugura la stagione autunnale dei tour in Sicilia e lo fa con Villa Pottino, splendido esempio di stile Liberty a Palermo, residenza dell’illustre Marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova Pottino, scomparsa all’età di 101 anni nel 2013, figura femminile tenace e di spessore, segretaria all’Eiar, prima che diventasse Rai.

La sua storia, strettamente legata a quella della villa, diventerà racconto nel racconto e si trasformerà in spettacolo grazie al prezioso cameo dell’attrice Stefania Blandeburgo.  

Segreti e aneddoti di un’affascinante famiglia ma anche momenti di relax nell’immenso giardino di piante assai rare e, alla fine, un tocco di dolcezza.

Costo della tour dedicato ai nostri associati 15 euro.

Per info e prenotazioni potete scrivere alla mail SiciliandoStyle@gmail.com o tramite whatsApp Siciliando al numero 3661332786.

La visita alla villa avverrà nel rispetto delle disposizione anti Covid 19. Ѐ pertanto obbligatorio l’uso della mascherina che ogni visitatore dovrà portare al seguito.

L’Associazione SiciliandoStyle declina ogni responsabilità in merito alle conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle osservanze sopra evidenziate.

Il Presidente

Vincenzo Perricone

Siciliando e l’Orto Botanico di Palermo. Sabato 13 giugno 2020 – “Si riparte!”

Siciliando e l’Orto Botanico di Palermo. Si riparte
Orto Botanico -Palermo
Sabato 13 giugno 2020
A partire dalle ore 09.00
 
Siciliando è pronta a ripartire con un nuovo itinerario all’interno dell’Orto Botanico di Palermo per scoprirne bellezza e storia.
La passione e la voglia di raccontare la Sicilia sono le stesse di sempre, le modalità saranno invece nel pieno rispetto che la nuova fase post Covid 19 impone.
La visita dell’Orto Botanico sarà effettuata con un percorso ben delineato in più gruppi,  ciascuno composto da 14 persone.
Il costo della visita, che prevede la presenza di un accompagnatore e guida narrante, è di euro 8.50 ed è riservata agli associati di Siciliando.
Per partecipare o ricevere ulteriori informazioni si prega di inviare una mail all’indirizzo SiciliandoStyle@gmail.com o un messaggio al numero WhatsApp dedicato 3661332786

Digitale, social, chat, intelligenza artificiale. Torna il PA Social Day, il 20 maggio 2020 la terza edizione in tutta Italia. Live su web e social

Siciliando media partner della terza edizione di PA Social Day 2020, l’evento nazionale dedicato alla comunicazione e informazione digitale a cui partecipa la Sicilia con l’approfondimento dedicato a “Turismo. Promozione del brand Sicilia nell’era dei social”.
Appuntamento il 20 maggio, in diretta dalle 09.30 alle alle 18.30, live sulle pagine Facebook https://www.facebook.com/asspasocial/ , LinkedIn https://www.linkedin.com/company/pa-social/ , YouTube https://www.youtube.com/channel/UClNVuwcfxc936xIslMIrmSg di PA Social e sulla pagina dedicata su www.pasocial.info, con aggiornamenti costanti su tutti profili social dell’associazione con hashtag #pasocial.

Da Palermo gli interventi di Manlio Messina assessore al Turismo della Regione Sicilia, Mario Alvano segretario Anci Sicilia, Marina Mancini coordinatrice Pa social Sicilia vice presidente GUS SICILIA gruppo uffici stampa, Salvatore Limuti manager marketing e CEO Giunta Confesercenti Palermo, Sandro Garrubbo social media manager Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas” – Palermo e socio di PA Social, Dario La Rosa giornalista di Balarm, Pippo Ferrante Marketer e web strategist.
Informazioni in continuo aggiornamento su https://bit.ly/2KgN86j
Partner locali Regione Siciliana, ANCISicilia, Assostampa Palermo Odg Sicilia, Confesercenti Palermo
Partner nazionali L’Eco della Stampa, Hootsuite, InfoCamere Media partner IPresslive, Agenzia di stampa DIRE, IgersItalia, Innovazione 2020, Velocità Media, cittadiniditwitter.it, Il Giornale della Protezione Civile, Digital Media. 
Media partner locali TodomodoTv, Comunicare24 @Siciliando U Stratunieddu – Il Blog di Informazione a Bagheria e Dintorni Bella Sicilia

pasocialsicilia #pasocial #savethedate

Siciliando e il tour satirico tra i templi di villa Adriana – 22 Febbraio 2020 ore 9,30

Tra le oltre cento ville che costellavano la Piana dei Colli, ce n’è una che è stata dedicata, cosa nel Settecento assai rara, a una donna. La nobildonna si chiamava Adriana e la sontuosa dimora si trova alla fine del primo tratto di via San Lorenzo. Siciliandostyle ha il piacere di farvi vivere una nuova e suggestiva esperienza, mostrandovi le eleganti sale affrescate da Vito D’Anna e Elia Interguglielmi e il sorprendente museo della Sicilianità che si trova all’interno della stessa. 

La passeggiata, come sempre, sarà curata dal professore Drago Emanuele, autore del fortunato libro “Palermo in un Romanzo” e supportata dalla guida turistica Barbara Mazzola. 

Chiunque volesse partecipare o ricevere informazioni, può farlo inviando una email all’indirizzo siciliandostyle@gmail.com o al numero Whatsapp 3661332786

Condizioni riservate ai nostri associati (per partecipare se non già associati occorre tesserarsi versando una quota annuale di soli 5 euro che dà diritto ad una serie di agevolazioni) 

-12 euro a persona (compresa colazione che verrà offerta alla fine del tour della villa) 

–  6 euro per i bambini sotto i 12 anni (farà fede un documento o autocertificazione da parte di uno dei genitori).

(Durata dell’intero tour 1 ora / 1,5 circa)

A TU X TU CON…

Amici di Siciliando, nei prossimi giorni partirà sul nostro gruppo e sul nostro sito www.siciliando.org, la nuova rubrica con cadenza periodica che si chiamerà
“A TU X TU CON…”
Siciliando dialogherà con vari personaggi , talenti ed eccellenze siciliane nel mondo dello spettacolo, dello sport , della cucina, del cinema , del teatro , scrittori , chef, artisti e personaggi della cultura più in generale.

L’intervista che leggerete avrà l’ambizione di far conoscere tanti talenti emergenti ma ancor di più conoscere più in profondità i personaggi che oggi possiamo definire eccellenze del territorio .
Già pronta la prima che uscirà a breve.

La rubrica verrà curata da Benedetta Manganaro di Siciliando.

Siciliando presenta “La Mattanza” dell’artista Domenico Cocchiara

“La Mattanza” è il titolo dell’opera dell’artista Domenico Cocchiara che Siciliando avrà l’onore di presentare sabato 4 gennaio presso la Galleria delle Vittorie di Palermo.

Storie di pesca e di cialome nell’opera di Cocchiara: una grande tela dove il rosso e il blu occupano lo spazio e il mare è protagonista.

In un sovrapporsi di volumi e emozioni, l’artista di Bivona, figura di riferimento nel panorama artistico nazionale, rappresenta ancora una volta la Sicilia con un racconto antico, quello della pesca del tonno e delle tonnare, e un tratto nuovo e inconfondibile.

Un racconto tradotto su tela, pigmento che diventa trama e prende vita.

Appuntamento alle 17.00 in via Maqueda 299, presso la Galleria delle Vittorie. L’opera resterà esposta sino a domenica 5 gennaio.