Siciliando, “ArteInStrada” I° edizione. 29-30 maggio 2021 (ore 8:00-20:00) Promuoviamo bellezza e cultura nel cuore di Palermo

L’associazione culturale SiciliandoStyle con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo , presenta l’estemporanea d’arte <ArteInStrada>, edizione 2021, che si terrà il 29 e il 30 maggio prossimo in via Quattro Aprile, nell’antico quartiere della Kalsa, nella città di Palermo, alto patrimonio culturale della Regione Sicilia. Sotto la direzione artistica di Alessandra Buttitta, maestro d’arte e componente del Direttivo dell’associazione SiciliandoStyle ,  da Vincenzo Perricone, presidente Associazione organizzativa e con la consulenza di personalità come il docente Domenico Boscia, la manifestazione vedrà la partecipazione di artisti che animeranno via Quattro Aprile, oggi noto come Borgo Strafalè. Pittori, scultori e artisti  esporranno all’interno di Borgo Strafalè e, nel corso della manifestazione, realizzeranno opere inedite. Obiettivo dell’estemporanea è promuovere arte e cultura in uno scenario unico e farlo, dopo tanto tempo, in strada, tra la gente, in sicurezza e nel massimo rispetto dei protocolli anti Covid. Gli artisti, selezionati da un comitato tecnico artistico, sono:

Roberto Giacchino, Domenico Boscia, Domenico Cocchiara, Eugenia Affronti, Cristina Patti, Ambra Pavesi, Pippo Buscemi, Emilia Valsellini, Daniela Salamone, Giorgio D’Amato, Lavinia Sposito, Totò Calò, Giusy Megna, Salvo Valenti, Margherita Borgetto, Valentina Margiotta, Giusi Passamonte, Eleonora Reina, Gaetano Barbarotto.

Presentazione ufficiale della Manifestazione il prossimo giovedì 27 maggio , via streaming sul gruppo Facebook Siciliando a partire dalle ore 19:00. Inaugurazione estemporanea : Sabato 29 maggio ore 9,30 via quattro aprile (Palermo) , con la presenza di Istituzioni del comune di Palermo .                (Ingresso libero )

A TU X TU CON…….Alessio Castiglione, presidente e fondatore di Newbookclub Community Lab APS. La parola a chi scrive

Scrivono. Fiumi di parole. Da quasi dieci anni. E lo fanno ovunque sia possibile, un tempo in strada, al parco, al museo, oggi online, Covid permettendo.

Sono quelli del Newbookclub Community Lab, associazione di promozione sociale nata dal desiderio semplice di incontrare persone che amano scrivere e  lo fanno insieme, condividendo pensieri e emozioni.

L’idea è di Alessio Castiglione, pedagogista originario di Brancaccio, presidente e fondatore di  Newbookclub Community Lab che nel 2012 lancia un’idea agli innamorati della parola: “Hai voglia di scrivere? Scegliamo un tema, ci scriviamo su e poi ne discutiamo insieme”.

Una biro, un foglio di carta, un appuntamento. That’s it.

Vuoi il passaparola, vuoi il potere di parole e scrittura, gli incontri targati Newbookclub diventano virali e si moltiplicano. Tanto da permettere a Newbookclub, nel gennaio di quest’anno, di diventare associazione riconosciuta e accreditata.

–              Alessio ma non si è sempre detto che la scrittura è un atto solitario? Un dialogo intimo con se stessi? Ai  vostri <Laboratori di Scrittura di Comunità> chi scrive, poi legge agli altri. L’ascolto è uno step chiave dei vostri incontri. Quanta voglia c’è di conoscere l’altro? Ѐ davvero la condivisione l’ingrediente del successo di Newbookclub?

“A diciotto anni questa idea confesso che mi sembrava davvero qualcosa per pochi, una passione difficile da condividere. La scrittura ha una forte cultura (non natura) solipsistica. Ci hanno abituati a pensare gli scrittori come chiusi in se stessi o nelle loro camere o chissà in quale galassia lontana da noi. Invece chi scrive ama stare anche in mezzo alla gente e alle cose per assorbirne l’energia e farsi trasportare da innumerevoli stimoli che la strada o un cielo aperto può indubbiamente darti. Il giornale Repubblica  ci ha chiamati cacciatori di parole, probabilmente siamo più dei raccoglitori. La parola caccia rimanda a un’immagine troppo forte, noi siamo più miti. Abbiamo inondato le strade con fiumi di racconti, ma nonostante questo siamo sempre stati silenziosi lì a scrivere ora in una scalinata ora in un parco o in mezzo ad una piazza. Appena ci vedi ti rendi conto che è possibile scrivere insieme. Stiamo provando a cambiare alcuni paradigmi affibbiati alla scrittura; per noi: non è per pochi ma per molti, non può essere sviluppata solo in solitudine ma anche in comunità. Umanamente provato”.

–              Le parole servono a spiegare il mondo. Quasi sempre. Ci raccontano  e raccontano il momento in cui viviamo. Quali sono le parole che, più di altre, emergono e si ripetono in questo periodo? “Ultimamente domande come questa sono alla base dei social data analysis, uningegnoso sistema informatico che crede di sapere tutto di noi attraverso i dati che lasciamo sul web. In parte queste analisi rivelano delle parole che esplicitiamo e ripetiamo attraverso i social network. Ma non tutto ciò che condividiamo, pubblichiamo, scriviamo su queste piattaforme risulta essere la nostra vita e i nostri pensieri più profondi (in realtà quasi mai). Un sistema che investe sulla superficie non potrà mai uguagliare le potenzialità insite negli strumenti della narrazione. In particolare TikTok, Twitter, Instagram, Whatsapp stanno contribuendo molto alla morte della parola scritta e detta. Tutto si circoscrive in brevi video o immagini con poche e limitate battute che dicono poco di chi siamo e vogliamo rivelare, il like che arriva è anch’esso poco meditato. La scrittura invece ti obbliga a pensare le parole migliori, a trovare le giuste immagini mentali a guardarsi dentro più che a guardare fuori. È un esercizio difficile che spaventa e che stiamo perdendo anche a causa di questa evoluzione tecnologica che regredisce il linguaggio. Per non esserne vittime ho pochi semplici consigli: curare un sé digitale fatto di smartphone, tablet, smart tv e un sé analogico fatto ancora di quaderni di carta, libri, penne, diari segreti, colori e matite. Non possiamo abbandonarci ad un’unica strada. Le parole non devono essere ridotte a trend topic o hashtag, ai nostri laboratori ne trovi davvero tante ed è un piacere ascoltarle e scoprirne di nuove. Anche per questo motivo provo a non darti risposte brevi, almeno fin quando ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarci e leggerci senza distrarsi facilmente”.

–              Alle attività del Newbookclub partecipano persone di ogni età, tutti <portatori di narrazione> come amate dire. Come si fa a mettere insieme pensieri, sogni, delusioni e amarezze, così tante sfumature di generazioni diverse?

“Per noi non c’è cosa più semplice di dare spazio e tempo di parola a tutti. Forse ce ne siamo dimenticati guardando reality show o talk show, dove non si parla davvero e soprattutto non ci si ascolta. In questo la metodologia del laboratorio ci è congeniale perché ci aiuta a scandire bene i tempi che articolano i nostri incontri di Scrittura di Comunità. Si svolge tutto principalmente in tre fasi: accoglienza con consigli di lettura, momento di scrittura libera su stimoli/temi narrativi della giornata, momento di lettura con ascolto profondo e condivisione. Ognuno di questi momenti permette ai partecipanti di non vivere una gerarchia di ascolto, non c’è un vero e proprio turno; si entra in discussione non appena c’è silenzio senza accavallarsi né sentirsi un passo indietro a nessuno. Grazie alla conduzione orizzontale degli Starter (organizzatori e gestori dell’associazione del Newbookclub community lab) l’incontro si svolge con una libertà di partecipazione totale. Nel momento più importante della lettura si viene scelti, anche per essere facilitati a condividere il proprio scritto. Questo passaggio tra parola scritta e parola letta non è mai facile, però il nostro metodo in maniera molto delicata ti invita a partecipare e a scoprirti insieme a noi. Una delle magie che ne viene fuori è che tutti alla fine leggono e nessuno si è sentito inascoltato. Un momento raro di pura socialità dove alla fine nessuno si è sentito sfidato, ha perso o vinto. Non è una gara, non è un corso; è un momento e uno spazio di parola intenzionali che abbiamo collaudato grazie all’esperienza ormai decennale e ai nostri studi”.

–              In che modo un momento ludico, di incontro, può anche essere terapeutico e persino di promozione sociale?

“La scrittura è sempre terapeutica, è una delle sue qualità più antiche. Ogni uomo e donna, ragazzo e ragazza, bambino e bambina, in scrittura possono esprimere una parte di sé, una semplice informazione o un pezzo complesso della loro storia personale. In questo la scrittura ci aiuta a tracciare la nostra vita, a prendere coscienza del passato, del presente e talvolta ad immaginare il futuro. Anche quando giochiamo con le parole, scriviamo una poesia o un racconto, stiamo esprimendo una preziosa parte di noi. Agli incontri del Newbookclub succede proprio questo: ognuno estrae un pezzo del proprio essere e lo inserisce nel mosaico delle storie degli altri. Quello che ne esce fuori è un’opera d’arte sempre diversa e sempre inaspettata fatta di storie diverse che si intrecciano e danno vita ad un grande disegno. Riusciamo a scrivere su un unico tema ma vedendone sempre sfaccettature alternative. Come ognuno di noi è diverso anche la nostra scrittura ci aiuta ad identificare qual è il nostro pensiero rispetto a quella cosa, quel tema, quello stimolo di scrittura. Questo che facciamo è un gioco molto serio dove vengono fuori esperienze, creatività, ispirazioni, fantasmi, oracoli, antenati, oroscopi, credenze, paure, desideri, ironia, sogni, incubi, dei: tutti insieme. Alla fine dell’incontro ci si sente pieni e svuotati allo stesso tempo. È promozione sociale perché è un’attività che non può prescindere dalle persone; anche se ultimamente stanno producendo libri elaborati da intelligenze artificiali sperimentali, la creatività non potrà essere mai essere replicata da un computer. Almeno questa lasciamola a chi è fatto di carne ed ossa, mente e cuore”.

–              Ripetete spesso “preferibilmente carta e penna”. Sembra anacronistico. Fa pensare a un tempo che è andato. Al Newbookclub siete invece nativi digitali per lo più. Perché questa scelta?

“Siamo giovani, ma non così giovani! Il nostro range di età è esteso, va dai 18 ai 75 anni. C’è una forte presenza giovanile ma che appartiene ancora a quella fascia di popolazione che conosce o ha voluto conoscere il mondo prima di Internet. Siamo dei nostalgici e questa conversione online da pandemia inizialmente ci preoccupava. Invece, nonostante tablet e monitor, l’attitudine e lo spirito dei newbooker (gli scrittori di comunità del Newbookclub) non è cambiata. Questo ci ha fatto capire che potevamo credere in un Newbookclub fatto di dispositivi tecnologici e domande come “mi sentite? Mi vedete? Non ho capito bene, potete ripetere?”. A parte queste divertenti quanto avvilenti discontinuità da DAD, siamo contenti di aver trasportato i nostri incontri online per amore di continuare… coscienti e desiderosi di un incontro dal vivo. Ma che sia in presenza o a distanza, l’invito che facciamo sempre è di non abbandonare carta e penna perché anche solo la scelta di questi materiali dà il via al rituale della scrittura. Avere i propri quaderni e penne preferiti ti fa sentire la scrittura fra le mani, diventa forma materica del pensiero e della fantasia: un piccolo antichissimo miracolo della storia umana.

–              Il piacere sottile della parola, la ricerca di un ritmo, il suono e la forma di lettere in movimento. Chi scrive non può farne a meno e vi si legge in faccia guardando le immagini dei vostri incontri. Hanno tutte in comune la stessa passione, che siate comodamente seduti al bar o in bilico su marciapiedi e scalini in strada. Il dover ricorrere allo streaming ha tolto qualcosa?

“In questo i nostri incontri vengono in soccorso per ciò che credevamo di aver perso. Non potendoci vedere eravamo demoralizzati all’idea di stare in un rettangolo di schermo senza poterci toccare. Invece ci siamo ricreduti fin dal primo incontro online. Lo sguardo e l’ascolto dei partecipanti non era diverso, è rimasto attento e ispirato. Questo ci ha rincuorati molto, abbiamo gradualmente apprezzato la versione online perché regala inaspettate soddisfazioni. Tra i punti di forza: innanzitutto ha avvicinato persone nuove e da tutta Italia; possiamo scrivere comodi nelle nostre stanze senza il rischio del contagio; prestiamo molta attenzione ai volti collegati in primo piano; possiamo commentare i testi in diretta nella sezione chat (cosa molto bella che ci diverte e fa sentire tutti ascoltati nell’immediato); abbiamo un bel ritmo e tanta richiesta. I Newbooker hanno espressamente voluto almeno un incontro a settimana. Questa per noi soci fondatori è una grandissima e commovente soddisfazione. Ad ogni incontro realizzo che questa passione non apparteneva solo al me-ragazzo di dieci anni fa, adesso ci sono tante persone che insieme a me credono in questo progetto diventato associazione; e che domani potrà ancora evolvere grazie al contributo di tutti”.

–              Sogni e progetti di Alessio Castiglione e del Newbookclub Community Lab APS.

“Molti stanno provando a fare uscire fuori cosa abbiamo in mente di realizzare in futuro. Ma dobbiamo ancora tenervi sulle spine perché crediamo molto nelle cose fatte bene e nei tempi giusti. Non vogliamo affrettare i nostri sogni, sono tutti lì in attesa di essere realizzati nel momento più opportuno. Sono felice di comunicarvi che ogni starter: Gaia Garofalo, Simone Napoli, Margherita Chinnici, Morena Famà, Nazareno Inzerillo e Andrea Lentini, si stanno formando per intensificare le loro competenze. Vogliamo essere un servizio reale per la città e per la nostra comunità, e servono non solo le idee ma anche le capacità per realizzare azioni di successo. Non vogliamo nulla che sia improvvisato. Anche se sembra tutto molto fluido e giovanile, ogni cosa che facciamo è negoziata, meditata e giustificata in teoria e prassi dalle nostre conoscenze. Il mio sogno personale è che il Newbookclub Community Lab APS possa continuare all’infinito a prescindere da me e dai miei attuali soci, deve essere una realtà senza scadenza che si evolve con il tempo e grazie alle persone che ne fanno parte: quelle di oggi, quelle che se ne andranno e quelle che arriveranno domani”.

–              Ultima domanda a chi come te di parole si nutre. “Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire”. Cito Alda Merini per chiederti se la parola sia sempre necessaria e non se ne faccia a volte oggi abuso. Quali sono le parole che sarebbe meglio non dire secondo te Alessio?

“Avrei voluto dirne ancora di più e vi ringrazio con tutto il cuore per l’intervista, perché mi permettete di dirle finalmente queste parole che mi navigano in testa. Penso e vi scrivo che di parole ci sarà sempre bisogno. Un bisogno primario, offuscato da tanti stimoli che non riusciamo più a gestire. Ma Il principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Ecco penso, a prescindere dal proprio credo, che non ci sia Dio più grande della Parola, e anche quelle da non dire dovrebbero essere dette: purché siano vere”.

Un grazie sincero a Alessio Castiglione per questa intervista. E per averci ricordato che le idee migliori, quelle che vincono, sono quelle che mettono <noi> al centro. Sono anche quelle che restano.

Benedetta Manganaro

Siciliando in sport …. 4° parte – I GIOVANI E LO SPORT: LA KICKBOXING

Proseguiamo il nostro pellegrinaggio attorno alle discipline sportive ed oggi parliamo di “Kickboxing”. 

Nasce intorno ai primi anni ’70 ma, in particolare, la sua origine viene individuata nel 1974, anno del suo primo campionato mondiale, sotto la vecchia denominazione: “Karate Contact”.  Era stata denominata così dopo che un americano (Mike Anderson) ed un oriundo ameri-coreano (Joohn Rhee) avevano deciso di modificare alcune regole del classico Karate inserendovi le protezioni (quindi non più mani e piedi nudi) e permettendo il contatto fisico… Da qui: “Karate Contact” e poi “Kickboxing”. Il nostro ospite odierno è il pluricampione Tony Cardella, già 7 volte campione italiano, per 3 anni di seguito vincitore della Coppa Europa di “Point Fighting” (Semi Contact) nonché vincitore anche di 4 titoli mondiali “Veterans”, quindi prima over 35 e poi over 40. “Il mio incontro con la Kickboxing fu del tutto casuale – inizia a raccontarci – Andavo in palestra con dei miei amici per fare un po’ di movimento quando vedemmo un gruppetto di persone allenarsi in maniera strana indossando coloratissimi scarpette e guanti.

Due di loro mi dissero: “Proviamoci” ma io non ne ero troppo convinto visto che fin lì non mi ero mai interessato alle arti marziali. Tuttavia decisi di provare e scoprii che la cosa mi affascinava e poi… che ero anche bravino, infatti dopo un po’ i miei amici mollarono mentre io continuai. Dopo 4 mesi vinsi la mia prima gara regionale: vittoria che rappresentó la scintilla che mi fece capire di poter dire la mia”. L’inizio di questa storia personale assume grande spessore, grande interesse. Tony continua: “Tutte le Arti Marziali danno sicurezza in sé stessi e cognizione dei propri mezzi da un punto di vista mentale mentre da un punto di vista fisico rappresentano un’attività completa per preparazione atletica ed agonismo ed un’occasione di profonda conoscenza con le proprie caratteristiche ed i propri limiti. E poi la Kickboxing ti dà la possibilità di sviluppare tante doti perché ha svariati stili di combattimento: da quello a punti (molto veloce) a quello che prevede pieno contatto: il classico “KO” per intenderci”. Tantissimi anni di attività tra ring ed insegnamento significano anche tanti avversari e tantissimi allievi: “Oltre alle soddisfazioni personali effimere che possono giungere da un titolo di uno sport cosiddetto “minore”, quelle più belle rappresentano la certezza di aver potuto vedere dei ragazzini di 12-13 anni cresciuti con me laurearsi campioni del mondo o direttori tecnici di nazionali di paesi esteri ma non solo: partendo dalla frequenza dei miei corsi ho avuto tanti ragazzi che si sono appassionati così tanto al mondo dello sport da essersi, poi, affermati in una carriera scolastico-universitaria o lavorativa dettate da questa passione. Tra i miei ex ragazzi più d’uno si è laureato in scienze motorie, un altro è un affermato osteopata palermitano e così via.

Sentirmi dire, oggi, “Maestro, se non ti avessi incontrato oggi non sarei ciò che sono” è una cosa che mi riempie di gioia più dei titoli vinti da ragazzo”. Ma – chiedo a Tony – se volessi convincermi a portare in Accademia da te mia figlia, cosa mi diresti? “Ti direi che la Kickboxing è una disciplina molto divertente per i bambini. Nulla è mai stato più falso della semplicistica considerazione che gli sport di contatto o le arti marziali siano degli sport violenti. Lavoro con tantissimi bambini che credo non si annoino mai: un giorno lavoriamo sulla velocità, un giorno sull’equilibrio, un giorno sulle tecniche di braccia ed uno su quelle di gambe… Poi c’è il combattimento, visto inizialmente come una sorta di “Muffa 21” nel quale si deve toccare il compagno o rubargli il nastrino postogli sulla cintura dei pantaloni. Ancor di più, per una femminuccia, potrei dirti che ho sempre sostenuto che sapersi difendere anche solo da una carezza sul viso non voluta, male non faccia.

Ho cresciuto con grande soddisfazione intere generazioni di uomini che oggi, da papà, mi portano i propri piccoli dicendomi: “Vorrei che l’esperienza che ho vissuto io possa viverla anche lui/lei”. Da un punto di vista mentale la Kickboxing accresce l’autostima del giovane oltre che la presa di coscienza delle proprie capacità. Si tratta di uno sport individuale ma allo stesso tempo di uno sport di squadra perché il team diviene una grande famiglia nella quale, come sostengo sempre “Vince uno, vinciamo tutti!”… E a buon intenditor… Poche parole, caro Tony!! 

Ivan Trigona 

Borgo Strafalé, Palermo. La Sicilia che ci piace

A casa Siciliando ci piace accogliere chi racconta e ama la Sicilia almeno quanto noi. Ci piace condividere le storie di chi promuove il bello e si prodiga perché, come un virus buono, cresca e si diffonda.

Come la storia di Lavinia Sposito, Valentina Margiotta, Eleonora Reina e Giusi Passamonte, artigiane e artiste siciliane che hanno aperto bottega in via IV Aprile a Palermo, nello storico quartiere Kalsa, iniettando nuova energia con i colori e i materiali della tradizione siciliana: ceramiche, abiti e accessori con un valore aggiunto, quello dell’artigianalità e dell’handmade.

Un’energia che si percepisce forte lungo tutta la via che si è rapidamente trasformata in luogo di incontro, d’arte e di cultura, regalandole un nome nuovo, Borgo Strafalé.

Lì dove un tempo vivevano le<strafalarie>, le figure femminili a loro ispirate dell’artista Antonio Fester Nuccio, morbide ed ammiccanti, danno identità al Borgo rievocandone la storia; allegre cassate in ceramica nascondono golosa frutta martorana che arriva dal chiostro di Santa Caterina d’Alessandria; Teste di Moro e Pigne ben auguranti si alternano a preziose riproduzioni di maioliche settecentesche di scuola siciliana e amalfitana.

Su alcune fanno capolino i fiori e le forme del Liberty di Basile a Palermo, eleganti e sinuosi come gli abiti che svolazzano alla brezza che arriva da Piazza Marina ad un capo di via IV Aprile.

All’altro c’è la Gancia, poco distante Palazzo Abatellis e via Alloro, la Sicilia dei grandi palazzi e dei musei che a Borgo Strafalè si declina nella creatività e manualità di artisti che lo rendono un luogo unico, autentico.

E dato che qui, un tempo, si produceva e vendeva lo zucchero, di dolcezza e di Sicilia si continua a narrare nella cioccolateria Lorenzo, dirimpettaia alle botteghe.

Con una fetta di torta, Palermo è ancora più bella.

Le foto sono di
Guido Sorano.

Perle di Sicilia. Il calendario 2021 firmato Siciliando

Non potevano che essere immagini della nostra Sicilia, <perle> della nostra terra che Siciliando ha scelto per accompagnarvi nel 2021. 

Perle che Siciliando dedica al mondo del teatro, fucina d’arte e di bellezza. Con i protagonisti del mondo del teatro presenti sul territorio avremmo voluto presentare e raccontare l’edizione 2021 ma le attuali condizioni di prudenza ci hanno costretto a rinviare l’evento. Lo faremo virtualmente: ogni immagine, ogni angolo di Sicilia che abbiamo scelto per il 2021, sarà legata a uno dei teatri con cui collaboriamo e che da sempre fa cultura in Sicilia.

Il calendario Siciliando edizione 2021 ha un costo di 10 euro a titolo di contributo e a supporto del gruppo e potrà essere prenotato scrivendo a SiciliandoStyle@gmail.com. Presenti altresì due punti dove trovarlo a Palermo: presso la libreria Spazio Cultura di Nicola Macaione, in via Marchese di Villabianca n.102  o presso Edicolè, in via dei Nebrodi 24.

I tour di Siciliando. Stagione 2020/2021 – Visita con fantasma. Il Liberty di Villa Pottino

domenica 11 ottobre 2020 ore 10,00

Siciliando inaugura la stagione autunnale dei tour in Sicilia e lo fa con Villa Pottino, splendido esempio di stile Liberty a Palermo, residenza dell’illustre Marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova Pottino, scomparsa all’età di 101 anni nel 2013, figura femminile tenace e di spessore, segretaria all’Eiar, prima che diventasse Rai.

La sua storia, strettamente legata a quella della villa, diventerà racconto nel racconto e si trasformerà in spettacolo grazie al prezioso cameo dell’attrice Stefania Blandeburgo.  

Segreti e aneddoti di un’affascinante famiglia ma anche momenti di relax nell’immenso giardino di piante assai rare e, alla fine, un tocco di dolcezza.

Costo della tour dedicato ai nostri associati 15 euro.

Per info e prenotazioni potete scrivere alla mail SiciliandoStyle@gmail.com o tramite whatsApp Siciliando al numero 3661332786.

La visita alla villa avverrà nel rispetto delle disposizione anti Covid 19. Ѐ pertanto obbligatorio l’uso della mascherina che ogni visitatore dovrà portare al seguito.

L’Associazione SiciliandoStyle declina ogni responsabilità in merito alle conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle osservanze sopra evidenziate.

Il Presidente

Vincenzo Perricone

Digitale, social, chat, intelligenza artificiale. Torna il PA Social Day, il 20 maggio 2020 la terza edizione in tutta Italia. Live su web e social

Siciliando media partner della terza edizione di PA Social Day 2020, l’evento nazionale dedicato alla comunicazione e informazione digitale a cui partecipa la Sicilia con l’approfondimento dedicato a “Turismo. Promozione del brand Sicilia nell’era dei social”.
Appuntamento il 20 maggio, in diretta dalle 09.30 alle alle 18.30, live sulle pagine Facebook https://www.facebook.com/asspasocial/ , LinkedIn https://www.linkedin.com/company/pa-social/ , YouTube https://www.youtube.com/channel/UClNVuwcfxc936xIslMIrmSg di PA Social e sulla pagina dedicata su www.pasocial.info, con aggiornamenti costanti su tutti profili social dell’associazione con hashtag #pasocial.

Da Palermo gli interventi di Manlio Messina assessore al Turismo della Regione Sicilia, Mario Alvano segretario Anci Sicilia, Marina Mancini coordinatrice Pa social Sicilia vice presidente GUS SICILIA gruppo uffici stampa, Salvatore Limuti manager marketing e CEO Giunta Confesercenti Palermo, Sandro Garrubbo social media manager Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas” – Palermo e socio di PA Social, Dario La Rosa giornalista di Balarm, Pippo Ferrante Marketer e web strategist.
Informazioni in continuo aggiornamento su https://bit.ly/2KgN86j
Partner locali Regione Siciliana, ANCISicilia, Assostampa Palermo Odg Sicilia, Confesercenti Palermo
Partner nazionali L’Eco della Stampa, Hootsuite, InfoCamere Media partner IPresslive, Agenzia di stampa DIRE, IgersItalia, Innovazione 2020, Velocità Media, cittadiniditwitter.it, Il Giornale della Protezione Civile, Digital Media. 
Media partner locali TodomodoTv, Comunicare24 @Siciliando U Stratunieddu – Il Blog di Informazione a Bagheria e Dintorni Bella Sicilia

pasocialsicilia #pasocial #savethedate

Siciliando e il tour satirico tra i templi di villa Adriana – 22 Febbraio 2020 ore 9,30

Tra le oltre cento ville che costellavano la Piana dei Colli, ce n’è una che è stata dedicata, cosa nel Settecento assai rara, a una donna. La nobildonna si chiamava Adriana e la sontuosa dimora si trova alla fine del primo tratto di via San Lorenzo. Siciliandostyle ha il piacere di farvi vivere una nuova e suggestiva esperienza, mostrandovi le eleganti sale affrescate da Vito D’Anna e Elia Interguglielmi e il sorprendente museo della Sicilianità che si trova all’interno della stessa. 

La passeggiata, come sempre, sarà curata dal professore Drago Emanuele, autore del fortunato libro “Palermo in un Romanzo” e supportata dalla guida turistica Barbara Mazzola. 

Chiunque volesse partecipare o ricevere informazioni, può farlo inviando una email all’indirizzo siciliandostyle@gmail.com o al numero Whatsapp 3661332786

Condizioni riservate ai nostri associati (per partecipare se non già associati occorre tesserarsi versando una quota annuale di soli 5 euro che dà diritto ad una serie di agevolazioni) 

-12 euro a persona (compresa colazione che verrà offerta alla fine del tour della villa) 

–  6 euro per i bambini sotto i 12 anni (farà fede un documento o autocertificazione da parte di uno dei genitori).

(Durata dell’intero tour 1 ora / 1,5 circa)

L’arte che suggerisce. Siciliando incontra il maestro Nicola Liuzzo

L’arte che suggerisce, l’arte che emoziona. Un’emozione lieve, delicata, veloce come una pennellata. 

L’incontro con Nicola Liuzzo ha la stessa grazia e leggerezza, uno scambio di battute quasi accennate, bisbigliate.

Nicola Liuzzo, pittore, scultore, maestro incisore. La sua bottega e scuola, nel borgo medievale di Milazzo ha per anni accolto artisti con la sua stessa passione. Ed è con esponenti autorevoli come Michael Taylor e Jeffrey Dell che si è confrontato sulla sua personale tecnica sperimentale per la quale è stato ospite al Connecticut Collegee in America.

Lo incontriamo al Palazzo della Cultura di Messina dove è in corso la Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea e la preselezione per la XIII Biennale di Roma 2020.  Durante l’evento verrà insignito dal Professore Andrea Calabrò, direttore artistico della Galleria Xarte La Principina di Castroreale, del premio “La Principina 2019”, una menzione d’onore per l’encomiabile impegno artistico e didattico.

Nicola Liuzzo non lo sa, è una sorpresa. “Avrebbe fatto il diavolo a quattro” – ci racconta la figlia Eleonora – “le regole non gli sono mai piaciute”.

“Perché l’arte è libertà, è ciò che si ha dentro. L’arte non la puoi imbrigliare” – ripete Nicola.

Lo sguardo si posa sugli ultimi tenui acquerelli da lui realizzati. I fiori, gli oggetti di uso quotidiano, cose e luoghi che raccontano l’animo di un poeta, un poeta d’immagini che sa emozionare raccontando la vita e la terra che ama, la Sicilia, in modo limpido, diretto.

Lo stesso modo schietto in cui Nicola Liuzzo ti guarda quando si parla di arte e del ruolo dell’artista oggi. Allora il tono della voce si alza e lo sguardo s’accende ed è come se quell’emozione lieve diventasse tempesta.

“Perché l’arte è strumento e l’artista ha il dovere di indicare ciò che accade e anticipare la direzione da intraprendere”

Le celebri marionette di Nicola Liuzzo, ispirate ai burattini dell’Ottocento, manovrabili, inermi, in attesa che qualcun altro ne decida l’incedere, sono quasi un monito di ciò che l’uomo può ma non deve diventare.

Ed è proprio il maestro Liuzzo a ripetere le parole impresse sul frontone della facciata del Teatro Massimo di Palermo: ”  “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”.

Un avvenire in cui il maestro Liuzzo continua a credere, certo che l’uomo, essere dotato di intelligenza, ne preserverà bellezza e grazia proteggendolo dalla distruzione.

Il team Siciliando

Siciliando e il “Mare di Colori” di Daniela Verduci.

Mostra personale al Circolo Ufficiali Unificato di Palermo

L’arte e i colori dell’artista Daniela Verduci in mostra al Circolo Ufficiali Unificato  di Palermo in Piazza Sant’Oliva 25 a Palermo.

Siciliando sarà presente all’inaugurazione della personale che si terrà il 1° dicembre p.v. alle ore 17.30.

A dialogare con l’artista Vincenzo Perricone, Presidente dell’Associazione SiciliandoStyle a cui Daniela Verduci racconterà il suo, una produzione artistica legata a doppio filo al mondo del mare e alle creature che lo abitano. Migliaia di pesci, simbolo di fertilità e rinascita, in vortici cromatici ed esplosioni di vitalità. Un caos liquido a tratti innocente e incantato, a tratti pop, una vera e propria cromoterapia su tela e non solo. Daniela Verduci è un’artista poliedrica che spazia dalla creazione di oggetti al facepainting.

Ingresso su invito.