Borgo Strafalé, Palermo. La Sicilia che ci piace

A casa Siciliando ci piace accogliere chi racconta e ama la Sicilia almeno quanto noi. Ci piace condividere le storie di chi promuove il bello e si prodiga perché, come un virus buono, cresca e si diffonda.

Come la storia di Lavinia Sposito, Valentina Margiotta, Eleonora Reina e Giusi Passamonte, artigiane e artiste siciliane che hanno aperto bottega in via IV Aprile a Palermo, nello storico quartiere Kalsa, iniettando nuova energia con i colori e i materiali della tradizione siciliana: ceramiche, abiti e accessori con un valore aggiunto, quello dell’artigianalità e dell’handmade.

Un’energia che si percepisce forte lungo tutta la via che si è rapidamente trasformata in luogo di incontro, d’arte e di cultura, regalandole un nome nuovo, Borgo Strafalé.

Lì dove un tempo vivevano le<strafalarie>, le figure femminili a loro ispirate dell’artista Antonio Fester Nuccio, morbide ed ammiccanti, danno identità al Borgo rievocandone la storia; allegre cassate in ceramica nascondono golosa frutta martorana che arriva dal chiostro di Santa Caterina d’Alessandria; Teste di Moro e Pigne ben auguranti si alternano a preziose riproduzioni di maioliche settecentesche di scuola siciliana e amalfitana.

Su alcune fanno capolino i fiori e le forme del Liberty di Basile a Palermo, eleganti e sinuosi come gli abiti che svolazzano alla brezza che arriva da Piazza Marina ad un capo di via IV Aprile.

All’altro c’è la Gancia, poco distante Palazzo Abatellis e via Alloro, la Sicilia dei grandi palazzi e dei musei che a Borgo Strafalè si declina nella creatività e manualità di artisti che lo rendono un luogo unico, autentico.

E dato che qui, un tempo, si produceva e vendeva lo zucchero, di dolcezza e di Sicilia si continua a narrare nella cioccolateria Lorenzo, dirimpettaia alle botteghe.

Con una fetta di torta, Palermo è ancora più bella.

Le foto sono di
Guido Sorano.

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *