Siciliando in sport….. 6° parte – I GIOVANI E LO SPORT: IL PADEL

Tra gli sport di ultimissima generazione annoveriamo quest’oggi il Padel, una disciplina sportiva a tutti gli effetti nonostante in tanti continuino semplicisticamente a considerarla solo “un gioco”.

Nato nei primissimi anni ‘90 ad opera del messicano Enrique Corcuera che, volendo costruirsi in casa un campo da tennis, si ritrovò a dover fare i conti con due pareti non previste sul progetto e dovette includerle nella struttura dando vita, involontariamente, al primo campo di Padel, salvo poi volerlo sfruttare appieno inventando anche il primo regolamento dedicato a questa nuova disciplina.

Il Padel trovò grandissimo interesse in origine tra i paesi dell’America latina, in particolar modo in Argentina nella quale, dopo il calcio, divenne una sorta di sport nazionale, mentre, per quel che riguarda i paesi europei, grandissima eco si ebbe in Spagna.

Fu proprio dal paese iberico che il Padel venne importato per la prima volta in Italia nel lontano 1991 divenendo, negli ultimi 5 anni anche nel nostro paese, sport molto ma molto diffuso fino a rappresentare una temibilissima alternativa sia all’antenato Tennis, sia al Calcio a 5 (volgarmente denominato Calcetto) oltre a lasciar registrare un esponenziale incremento di impianti di gioco pari ad una percentuale di circa il 1200% con oltre 830 strutture e più di 1860 campi sul nostro territorio nazionale.

Tantissime le strutture nate con destinazione d’uso “Campi di calcio e calcetto” adeguate ad impianti misti se non totalmente dedite al nuovo fenomeno sportivo proprio in virtù di un business assolutamente più appetito ed appetibile in specialmodo nell’ultimo triennio.

Notevole spinta verso la pratica del Padel è giunta involontariamente dai “Lockdown” causati dal “Covid 19” a partire dalla primavera del 2020 allorquando la prima tranche di strutture sportive a poter riaprire non annoverò i campi di calcio e di calcetto ritenuti causa di assembramento e di contatto bensì quelli da Padel, limitati nella composizione delle squadre a 2 persone per squadra, quindi consentiti.

Sempre durante il lockdown, l’eguaglianza: “Libertà=Jogging=Bicicletta=Padel” divenne in quattro e quattr’otto di larghissimo uso anche tra coloro i quali non avevano mai messo un piede sul sintetico che ne rimasero tanto divertiti ed appassionati fino a farne importante mezzo di benessere fisico, di distrazione e di sfogo personale, un’ora e mezza di “aria pura” in mezzo a giornate dense di cattive notizie e quindi di stress e di tensione.

Non stiamo lì a girarci troppo intorno: come abbiamo già scritto, il Padel è chiaramente un cugino del più nobile Tennis ma le sue regole sono in larga parte abbastanza differenti dal congiunto; diverse sono infatti le dimensioni del campo, la sua stessa forma, la racchetta, il modo di battere, l’utilizzo delle sponde nonché la tattica, la tecnica di parecchi colpi all’apparenza molto simili… tutto quel che ha, in pratica, reso il Padel disciplina accessibile praticamente a tutti, molto divertente e coinvolgente.  A tal proposito negli ultimi anni è sorta la forte volontà da parte dei vertici federali di istituire categorie dedicate ai giovani e quindi campionati Under 14, 16 e 18 giusto per far sì che il Padel possa iniziare a far presa anche sui nostri figli e/o nipoti. 

Ritenuto fondamentale dai  tecnici addetti ai lavori è proprio l’approccio dei giovani in virtù del mantenimento così elevato dell’interesse che gira, al momento, intorno a questo sport: in pratica, così come in tantissimi altri aspetti della nostra vita il futuro del Padel è innegabilmente  in mano ai giovani.

IVAN TRIGONA

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